Autenticità

indexBenvenuti. Alcuni di noi sono nuovi stasera. Ogni sera viene qualcuno che vuol capire meglio che cosa implichi la via della meditazione, probabilmente perché avverte, forse vagamente, un certo disagio nella vita. Una sensazione di incompletezza. Una mancanza di collegamento, uno scollamento. La vita, là fuori, ci inclina verso vari ruoli, ci induce ad assumere varie, contrastanti identità. Essere qualcuno. Avere qualcosa. Apparire. Mostrarsi. Farsi vedere e attrarre l’attenzione altrui. Se non l’approvazione almeno la disapprovazione: l’importante è che se ne parli. Non passare inosservati. Ma chi? Siamo tutti personaggi in cerca di autore persi in un mondo che non ci ama e in cui troviamo, invece della festa cui credevamo di essere stati invitati, un’insidia dopo l’altra, un inganno dopo l’altro, una disillusione dopo l’altra. Varcando la porta ci siamo lasciati alle spalle un mondo fatto di convenzioni, di finzioni, di regole e di aspettative irrealistiche. Un mondo che pesa e star dietro a tutto è fatica. Siamo stressati, disillusi, disincantati. Quella promessa di felicità che ci hanno fatto balenare fin da piccoli, come una carota davanti al naso dell’asino, quel diritto alla felicità che qualche ottimista volle scrivere nella Costituzione americana ora, forse, non ci appare più come una speranza, ma come una fiducia tradita. E così cerchiamo rifugio. Come sapete, il rifugio nella Tripla Gemma implica, in realtà, il rifugio nelle qualità che ognuna delle Gemme rappresenta: il rifugio nella lucidità rappresentata dal Buddha, il rifugio nell’autenticità rappresentata dal Dharma e il rifugio in una comunità solidale che dia sostegno nella pratica, rappresentata dal Sangha. Dei tre i rifugi il più importante, come forse già sapete, è il Dharma. Abbiamo un gran bisogno di autenticità, di non-menzogna. Sentiamo un gran bisogno di verità, di chiarezza, di affidabilità. In realtà, ciò che più ci manca nelle nostre vite complicate è proprio questo: un luogo sicuro, un rifugio accogliente, dove poter andare così come siamo, senza doverci assumere nuovi ruoli, vestire nuove divise, sottoscrivere nuovi regolamenti condominiali. Abbiamo un gran bisogno di essere semplicemente noi stessi, così come siamo, e di essere accettati come tali. Non come Groucho Marx che non avrebbe mai voluto diventare membro di un club che l’avesse accettato come socio. Abbiamo di bisogno di autenticità, dentro e fuori di noi e di una comunità accogliente che non ci escluda a causa delle nostre innumerevoli e spesso imbarazzanti imperfezioni.

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