Brahmacariya

Il terzo precetto del sīla buddhista — Kāmesu micchācārā veramaṇī–sikkhāpadaṃ samādiyāmi — è un invito a conservare le proprie energie vitali praticando la continenza (kamesu sammācārā) e la castità (Brahmacariya) nel caso degli Otto Precetti. Ora la castità (nel senso di totale astinenza) induce cambiamenti nella bioalchimia del corpo umano. Dicono i maestri che ci vogliano mille gocce di sangue per produrre una goccia di fluido vitale e che ci vogliano mille gocce di fluido vitale per produrre una goccia di quintessenza nutritiva (oja). Questa quintessenza viene usufruita prima dal corpo per mantenersi in salute e pieno di vigore, poi, quando il corpo ne ha «fatto il pieno», oja diviene un fattore determinante della «spinta» verso la vita spirituale, perché va a sostenere la presenza mentale, l’attenzione cosciente o consapevolezza che dir si voglia. Questo è il tradizionale punto di vista dello yoga che, pare, il Buddha condividesse pienamente.

Che l’astinenza sessuale produca Oil-2004-Yab-Yumquesti effetti è sperimentabile da chi la pratichi rigorosamente per un determinato periodo di tempo, la lunghezza del quale è inversamente proporzionale all’età del praticante. Un ventenne ne vedrà i frutti in pochissimi giorni, un quarantenne dovrà attendere due o tre settimane, un sessantenne un paio di mesi.

La castità ha, in virtù dei meccanismi biochimici del corpo, un effetto indiscutibilmente fortificatore; cosa che, inoltre, è in accordo con la seconda legge della termodinamica. L’energia che ne risulta (viriya) è uno dei sette fattori di risveglio. Viriya ha la stessa etimologia delle parole latine vis (forza) e vir (uomo forte, integro e coraggioso). Tra gli effetti della castità, testimoniati, peraltro, da tutte le tradizioni ascetiche, asiatiche e occidentali, c’è un aumento del buonumore, della resistenza fisica, della lucidità mentale e della salute in generale.

Lo yoga è l’arte di vivere utilizzando con abilità e intelligenza i doni della natura. Consiste nel potenziamento e nel pieno sfruttamento da parte dell’individuo delle facoltà naturali. A questo scopo si avvale di ogni ausilio, dalla dieta sattvica (lattovegetariana) al mezzo digiuno (non mangiare dopo mezzogiorno) all’astensione dalle droghe e dagli alcolici, agli esercizi di respirazione per ossigenare il sangue e regolare il respiro ecc. Anche le veglie notturne (che indicano il prevalere della coscienza sull’incoscienza, della veglia sul sonno, anche spirituale) diventano possibili con la pratica degli altri «mezzi abili», il primo dei quali è proprio la castità.

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